martedì 23 settembre 2008

La gita della domenica

Qui il tempo si sta rinfrescando di nuovo. Ma domenica era una giornata splendida.
La sera prima sono andata a letto alle 4, dopo un party intenso ma breve (la polizia ha cacciato tutti) e un after-party a casa di Martina a bere birra scaduta accompagnata da orsetti gommosi della Haribo. Tuttavia, questo non mi ha impedito di alzarmi alle 9.30, fare colazione abbondante e inforcare la mia super-bike con un'unica meta:WALDEN POND. Distanza: 25 miles.
La giornata è splendida, e comincio la mia pedalata. Pedalo, pedalo, salita, salita, maledetta washington St, salita, piccola discesa, enorme salita, e arrivo, dopo 45minuti, a Newton Corner dove avrei incontrato le altre compagne di avventura: Martina, di cui non posso parlare che bene perchè ogni tanto legge il blog, e Yuliya, una tipa mezza moldava mezza russa trapiantata a Boston una quattordicina di anni fa. Siamo pronte. Siamo cariche. Partiamo.
Primo minuto: bene.
Secondo minuto: bene.
Terzo minuto: holy crap, Yuliya ha bucato una gomma!
E' domenica, siamo nel mezzo del nulla.
Yuliya dice "I miei non abitano tanto lontano, possiamo camminare fin lì e prendo un'altra bici". OK, diciamo noi, ancora inconsapevoli e fiduciose. "non tanto lontano" era più di un'ora a piedi. Ma è stata un'ora piacevole: abbiamo camminato, e parlato, e camminato, e mangiato mele rubate da una pianta, e riso, e ascoltato i deliri di una Martina in preda ad una cotta adolescenziale. Tutto questo in un paesaggio di casette americane, col giardinetto davanti e il padrone di casa che passa il tagliaerba, con la bandiera, con la verandina e il garage affianco. Tipo la casa dei Simpson. O di Flanders. Ecco.
Quindi finalmente arriviamo, è l'una, ci cibiamo di frutta e brindiamo a succo di mela sul terrazzo, la pigrizia si sta impadronendo di noi.
Ma no! Andiamo!!
E partiamo con le nostre belle bici, finalmente in sella, alla volta di Walden Pond. 25 miles non sono poche ma neanche infattibili. Solo che la strada è tutta su e giù (più su), e, soprattutto, Yuliya si era spacciata come guida, ma la strada non è che proprio la sapesse a menadito. Morale: arriviamo alla meta dopo 2 ore e mezza di scampagnata, con una fame che mi fa avere le visioni e un culo di marmo (che male non fa, devo dire).
Sono le 4. Abbondanti. Però siamo arrivate. E Walden Pond è fighissimo. Un laghetto in mezzo al verde, gente che nuota, barchette, il sole che sta calando ma ancora caldo. Lasciamo la spiaggetta affollata e ci dirigiamo verso un anfratto tra le piante. Yuliya, munita di supercostumino, è pronta a fare il tuffo trionfale. Chiaramente io e Martina, ancora inesperte della metereologia del New England, considerata la giornata precedente in cui faceva un freddo porco, siamo partite munite di 8 felpe a testa e niente costumino. Ma questo laghetto proprio ispira; dopo una lunga pedalata, poi, non ve lo spiego. E quindi? E quindi, via! mutande e reggiseno, e dentro nelle gelide acque! E' una delle immagini che mi rimarrà impressa di Boston, quella di noi tre nel mezzo del Pond, a ridere e godercela e ammirare la natura intorno. Era bellissimo. Queste due galline mi hanno fatto passare una giornata stupenda.

Chiaramente, per il ritorno le nostre belle bici sono state caricate a forza sul treno che in 40 minuti netti ci ha rispedito nella civiltà. Hip-hip-hurrà per la Commuter Rail!!

lunedì 8 settembre 2008

Back to School

L’inizio di settembre qui significa una cosa sola: Back To School.
Eh sì, perché Boston, che si era un po’ svuotata nel periodo estivo, viene brutalmente saccheggiata in questi giorni da un’orda di barbari: gli studenti del primo anno di College.
I giornali pubblicano inserti con i consigli su come cavarsela in città (tipo, “How to survive to Boston sport fans” o “”What to do after 2 am”, quest’ultima un po’ arrangiata su perché qui non c’è NULLA da fare dopo le 2). I negozi di abbigliamento propongono lo stile “back to school” da studentessa maiala. Staples, il negozio di cartoleria per eccellenza, fa orari straordinari e sforna cancelleria a valanga. Ma soprattutto i negozi di casalinghi…. Tutti devono cercare casa, tutti traslocano, tutti si muovono, non si trovano i furgoni da noleggiare! Sembra che il 31 agosto facciano partire la musica, e parta un gioco tipo quello delle sedie: la gente esce dalle proprie case, fa su gli scatoloni, e corre in giro istericamente per Boston a cercare casa; il 7 settembre, a mezzanotte, la musica finisce: chi ha casa bene, chi no, fuori, a dormire nel furgone.
Chiaramente anche Christina, la mia nuova coinquilina, è arrivata puntuale il primo settembre. E chiaramente siamo andate all’Ikea, vi lascio solo intuire che macello c’era.
Christina è una cantante lirica. Mezzo-soprano. Sembrava molto quieta i primi giorni, ora si sta smollando un po’, ci sta dentro. E sabato sera mi invita alla festa di una sua amica, è chiaro che si va e mi trascino Martina e Franz. La festa era carina, popolata totalmente da ex compagni canterini del Conservatorio. Fatto sta che a mezzanotte scatta il compleanno di una loro amica; un gruppetto di 8-10 persone corre in camera, e una ragazza ci dice: “andate a vedere, non perdetevi la scena, è monumentale”. Io e Martina ci affacciamo alla porta, e vediamo che stanno chiamando questa tal persona, tutti in gruppo. Mah. Non risponde. Segreteria. Lasciare un messaggio dopo il bip…biiiiip… e parte un “tanti auguri” che non ve lo so spiegare: 3 o 4 donne soprano, una paio di mezzo-soprano e una manciata scarsa di tenori che cantano happy birthday to you a cappella, con toni diversi e chiaramente acuto mortale finale. Franz corre dalla sala allibito. Martina si prenota per il suo compleanno. Merda! Il mio è appena passato! Veramente, troppo fighi. Raccontano che per tradizione il “tanti auguri” viene intonato al ristorante, con applausone finale, cuochi che escono dalla cucina e qualche bicchiere di cristallo che non regge.

Bene, vi lascio con questo video, che è assolutamente in tema e mi inebria di ricordi infantili
http://www.youtube.com/watch?v=ny23ot5PB4g

lunedì 1 settembre 2008

Cena col botto

Cosa succede se tre ragazze si mettono in testa di aprire una bottiglia di vino senza cavatappi?

Semplice, si va su Google e si cercano i metodi più alternativi! Quello più fantasioso era "aprire una bottiglia di vino con la pressione" chiaramente la pressione è quella che si genera tirando delle secche paurose col fondo della bottiglia sul muro, foderato di un bel giornalone, meglio se di futilità come ForMen o ImproperBostonian.

L'inizio di Martina è un po' titubante, poi Erin ci dà dentro come una vera donna di classe. Adoro queste due matte.
Beccatevi i tre video che seguono e girateli agli amici.

No corkscrew? Part one - mild approach

No corkscrew? Part two - Gaining confidence

No corkscrew? Part three - cheers!

venerdì 29 agosto 2008

Sonnacchioso fine Agosto, dove sei?

Eccomi di nuovo a casa....
Beh, "casa" è una parola grossa. E' strano tornare da un viaggione come questo in India, e non trovarmi nella mia vera casa, con la famiglia che mi chiede com'è andata, con i g3 con le amiche, con quella strana aria statica di fine Agosto in Italia, dove tutti stanno tornando dalle vacanze e non si parla d'altro, tutto è lento e sonnacchioso e i ritmi ripartono poco a poco. Qui è diverso, Agosto è un mese come un altro, tutto procede regolarmente.
Il viaggio è andato benone, a parte qualche casino coi biglietti aerei e qualche simpatico batterio intestinale che si è affezionato e tutt'ora non vuole decidersi a prendere la sua strada. Appena sistemo un po' di foto, le butto sul blog.
Copio e incollo quello che ho scritto in una mail:
"Sono a Varanasi, la citta' santa dell'India, fate conto una Lourdes degli induisti. E' impossibile spiegare come ci si sente qui, le foto sono solo uno dei cinque sensi: devi aggiungerci l'olfatto, con gli odori che si mescolano, di mucche e di ciò che ne deriva, di corpi bruciati, di curry; devi aggiungerci l'udito, con il continuo suonare di clacson e campanelli, con il rumore dei motorini, con le voci degli indiani che ti chiedono continuamente whreareyoufromwhereyougoingneedagiudehundredrupees; devi aggiungerci il tatto, con l'umido che ti si appiccica, con lo sporco che ti si insinua dovunque; devi aggiungerci il sapore dell'acqua al cloro, delle spezie".
E il Nepal, che bello il Nepal, che onesti i Nepalini, sembra un paradiso quando ci arrivi dopo 2 settimane di India.
E' stata una bella vacanza.
Però ora non riesco a scrivere tanto perchè, saranno i batteri intestinali, saranno le 11 ore e mezza di fusorario, ma non è che stia in grandissima forma.

domenica 27 luglio 2008

tutte scuse

heiiii
amici, non sono sparita di nuovo... è che sono mega-incasinata!!
Non ho tempo nemmeno di sentire mia mamma (vero-Rosi?).
Prometto che un post prima di partire x l'India lo metto

venerdì 11 luglio 2008

4th of July

...4 di Luglio, già dice tutto da sè, sapete quanto sono patriottici 'sti americani.

Ma a dir la verità, tutta la verità, mi aspettavo un festeggiamento moooolto più pomposo. Molto più "proud to be american". Tipico del paese che, dopo che la Francia espresse il suo parere contrario all'intervento in Iraq, cambiò il nome delle tipiche patatine fritte "French fries" in un più digeribile "Freedom fries".

Ore 10.30pm, tutti aspettano i fuochi d'artificio. Ci muoviamo in massa dall'ormai famoso terrazzo di Erin sulle rive del Charles. E' bello, c'è atmosfera di festa, è pienissimo stracolmo di gente, su tutto il fiume, entrambe le rive. Andiamo sulla sponda di Cambridge, abbiamo di fronte tutta la skyline di Boston risplendente. Siamo incredibilmente riusciti ad organizzare un gruppo di circa 40 persone, tutte insieme.

Sono solita dire che i migliori fuochi d'artificio che abbia mai visto in tutta la mia vita sono stati quelli di San Sebastian durante la Semana Granda. Beh, beh, devo ammettere (anche un po' a malincuore) che queti erano decisamente comparabili, se non meglio. Sul fiume, si riflettevano nell'acqua, c'era un sottofondo musicale perfetto, attentamente coordinati e sbalorditivi, con le luci della città dietro.

Sto cominciando a pensare che alla fine questo paese non è così male?

martedì 1 luglio 2008

Mon Dieu, la poutine!

Mercoledì scorso, ore 8 di sera, decido: questo weekend espatrio e vado a Montreal!

Dò un'occhiata agli autobus: maledetti loro, preso così all'ultimo minuto sono dei bei 170 $... Nonono, qui bisogna adottare un'altra tattica. Craigslist.com è sempre utile in questi casi; si trova di tutto: dalla casa in affitto alla moglie per due giorni, dall'impianto di condizionamento gratis al carsharing. Ecco, appunto, vado nella sezione "carsharing" sperando di trovare un passaggio per Montreal: non credo ai miei occhi, lo so che voi mi dite che non è culo, ma signori, questo è culo puro. L'ultimo post, caricato un minuto prima, è di un ragazzo che chiede se qualcuno vuole andare con lui in macchina a Montreal, partenza venerdì pomeriggio, rientro domenica sera! Perfetto!! Bene, ora ho il passaggio, devo trovare qualcuno che mi ospita: Couchsurfing. Scartabello un po' tra i profili, ecco, questo mi piace! E' un ragazzo venezuelano che vive a Montreal, sembra parecchio simpatico, gli mando una mail. E, indovinate un po', mi risponde dopo 10 minuti dicendo: ok, puoi stare qui se vuoi, no problema! In mezz'ora concludo: viaggio e pernottamento!

Quindi parto venerdì pomeriggio, in macchina con Yves. Yves è un ragazzo francese, che ha vissuto in giro per il mondo, ha fatto la McGill a Montreal, ha insegnato scuba diving in Thailandia per 6 mesi e ora sta facendo il PhD in ingegneria dei sistemi salaminchia all'MIT... Sticazzi! Scusate... E' pure carino!!! Fatto sta che le 6 ore di viaggio sono volate a chiacchierare di mille cose.

Arrivo a Montreal, Andrès mi accoglie, a casa sua ci sono un po' di francesi, un messicano, uno spagnolo, un paio di canadesi... e inaspettatamente è un covo di biotecnologhe! Ci mettiamo un po' a parlare di chi ammazza topi, di chi ammazza ratti, di chi ammazza vermi, tra il disgusto generale, soprattutto di una tipina parigina. Quindi Andrès decide che è ora di portarmi a ballare. Andiamo a ballare la salsa in un posticino carino, poi via in una delle mille micro-breweries di Montreal a sbevazzare, parlare di Chavez, incontrare gente e giocare a biliardo.

Il giorno dopo vado a fare il brunch con Andrès nella più famosa bagel-eria di Montreal, St. Viateur e poi me la giro per Montreal. E' molto carina, peccato che il tempo sia schifoso.


C'è anche il Festival Internazionale del Jazz, uno dei più importanti al mondo, e ci sono stage con concerti ovunque, è pieno di gente anche se pioviggina. C'è una bella atmosfera, musica, spettacoli, colori....

Alla sera Andrès mi porta ad una festa di un suo amico: mi sono divertita un casino!! C'era un sacco di gente, molti sudamericani, ho ballato tantissimo e sudato ancora di più come si può notare dalle foto!! Però, devo dire, la macarena ballata con dei sudamericani pazzi non è la stessa cosa che quella che balli nel villaggio tutistico con un animatore italiano menoso. Devo dirlo.


Ma dopo il party.... il MUST di Montreal: la POUTINE!! Vi chiederete: e che cacchio è la poutine? E' la stessa identica domanda che vi porreste se ve la trovaste davanti. Prendete un piattone di patatine fritte, unte straunte imporchettate e bollenti; versatevi sopra una chilata di formaggio che si fonde e un'altra mezza chilata di salsa tipo BBQ. Eccola. Mettete "poutine" su Google immagini e vedete se vi ispira una roba del genere. In genere non ispira per nulla, ma vi assicuro che dopo una serata a sbevazzare, è una golosità impareggiabile!!
Il giorno dopo, domenica, mi alzo di buon'ora (tipo 12.30) e vado al "Tam-Tam". E qui ci vorrebbe il video che però il mio computer non vuole caricare. Quindi allego foto



Insomma, poi giro ancora per la città e Festival del jazz, dove mi sono completamente lavata, perchè mentre ascoltavamo un gruppo cubano ha cominciato a piovere DI BRUTTO, un po' come trovarsi sotto una doccia. Mi sono divertita un casino, perchè nonostante la pioggia, la gente stava lì e ballava!


Beh, alla fine Montreal mi è piaciuta! La gente è cordialissima, aperta, amichevole, e BELLA. Intendo dire BELLA esteticamente! Non so come sia possibile, credo che derivi dal mix di culture di quella città, ma ci sono uomini e particolarmente donne stupendi!!


Beh, ora c'è Mathieu, il ragazzo di Montreal che lavora con me, che si è esaltato: sta cercando in tutti i modi di convincermi a fare il Post-Doc lì e a trovare un ragazzo quèbecois. Shannon, che è di Philadelphia, è geloso e invece sostiene che Philly (come tutti amichevolmente la chiamano) sia la città migliore del mondo. Chiaramente, potevo esimermi dal promettere che visiterò anche Philly e che farò da giudice sincero e imparziale?? Certo che no!

Beh, intanto beccatevi un po' di foto:
http://picasaweb.google.it/pagopagoda1981/20080627Montreal

domenica 22 giugno 2008

Summer Pseudosport Olympics

Hey, sapete una cosa... these guys just want to have fun...!
Oggi mi sono divertita un casino. Aaron e compagnia bella hanno organizzato un'intera giornata di Pseudosport Olympics (http://www.evite.com/pages/invite/viewInvite.jsp?inviteId=GPWVSWDGXKHIDHYUACZI&li=iq&src=email&trk=aer6 ). Cosa significa?? Beh, immaginatevi una trentina-quarantina di ragazzi tra i 20 e i 30 che, con un tempo piuttosto di merda, si ritrovano in un parco a giocare in maniera competitiva kickball, badminton, freesbee e palla prigioniera... e il tutto con sempre in mano un bicchiere colmo di birra!!! (N.B. bere alcool in public spaces è altamente vietato!). Squadra rossa col suo bel bicchiere rosso, squadra blu col bicchierozzo blu.
Dunque, il livello alcolico accettabilmente alto è arrivato subito dopo il primo gioco: kickball. praticamente come baseball, solo giocato con un pallone che si deve calciare il più lontano possibile. Regola non scritta: i giocatori in attacco (quelli che corrono da una base all'altra) DEVONO necessariamente avere in mano un bicchiere di birra colmo, se lo si finisce prima di ritornare alla base è meglio!

Tra tutti questi pazzi c'era anche Bratt, un tizio troppo in gamba. Inutile spiegarvi cosa è in giro per il mondo a fare, fate prima a guardarvi il suo sito: www.amtrekker.com .

Comunque, alla fine, al grido di "Red cups! Red cups! Blue cup sucks!!" come urlo di battaglia, credo che abbiamo perso. E' stata decisiva la partita a Palla Prigioniera American Version, cioè supercompetitiva e giocata con 7 palle contemporaneamente.

....Ma noi abbiamo vinto a birre!!!

Phantom BBQ Festival



Martedì scorso, ho fatto la mia prima esperienza di host in couchsurfing! (per chi non sapesse cos'è... http://www.couchsurfing.com/) Ho ospitato Sam, un pazzo francese arrivato dal Canada per vedersi la finale dei Celtics (per chi fosse estraneo all'evento, I Celtics hanno vinto il campionato americano....Boston è impazzita, hanno fatto la parata per le strade, un macello....), ha pagato il biglietto una cosa come 10 volte tanto!

Ora che è sbocciato il bel tempo, gli americani amano riempirsi di grassi animali fatti alla griglia. It's BBQ time!! Mercoledì sera però un grande evento era in programma: The Phantom BBQ Festival!! Immaginatevi in centro Boston, una dozzina di stand di PLURIPREMIATI BARBECUISTI DA TUTTI GLI STATI UNITI, grasso che cola, maiali e maialini, fumo e costolette e sarsicce in ogni angolo. Qui prendono la cosa molto seriamente. Ogni stand con la sua bella parata di trofei "Migliore costoletta 2005" "Texas championship 2007" "Divina sarciccia 2006" e, da non sottovalutare "la meglio barbecue sauce du mundo", che qui spendono ore, giorni, mesi! a mettere a punto la barbecue sauce!!

Infatti io prendo la cosa più leggera che il menù del pluripremiato stand da noi prescelto prevedeva: double boneless rib sandwich. Sam punta su un menu completo di carni e roba varia non identificata. Naturalmente c'è un gruppo che suona, e naturalmente la musica è rock old style, con tanto di capelloni motociclisti in prima fila.

Il mio double rib sanguina barbecue sauce!! E' una cosa impossibile mangiare quella roba con un minimo di grazia, abbandono il progetto e comincio ad addentare il mostro... credo di avere avuto la meglio, alla fine.

Finiremo nell'inferno dei vegani.

martedì 17 giugno 2008

Vive la France!!

Gilles, il ragazzo muto che si sussurra sia francese e che lavora nel mio lab, oggi pomeriggio alle ore 14.30 (20.30 ora italiana) sgattaiola fuori dal lab.
"Gilles, andrai mica a vedere la partita?? E dove vai?". Annuisce, mi scrive su un foglietto il nome del pub (ripeto, è praticamente muto), gli dico che lo raggiungo al secondo tempo, se ne va sussurrando "Vive la France!".
Gilles alla fine della partita era più muto del solito, poveretto.

domenica 15 giugno 2008

Think smart

Questa ve la devo proprio raccontare... una delle esperienze più esilaranti della mia vita.
Sabato sera, dopo la festa in terrazzo, io ed Erin decidiamo di andare a festeggiare il compleanno di una sua amica al locale chiamato 33lounge, downtown Boston. Col nostro bel ritardo olimpionico, saliamo sul van da lavoro della mamma di Erin. Già facciamo ridere, immaginatevi due fighette vestite tutte bene su un camioncino da muratore, con i secchi di vernice e non so che altre cazzate nel rimorchio, che parcheggiano in centro Boston. Diciamo un corso Como, ecco.
Ci becchiamo con Pat, un nostro amico che vorrebbe venire con noi. Dico "vorrebbe" perchè capiamo al volo che c'è qualcosa che non renderà il progetto una passeggiata: Pat indossa OMG! un paio di shorts e, TERRIBILE! delle sneakers ai piedi. Due parole: DRESS CODE. Come intuito, arrivati davanti al locale, il buttafuori chiaramente vieta a quello scalcagnato di Pat di mettere piede nel club. Il buttafuori è inflessibile. Cerchiamo di convincerlo dicendo che è il compleanno di una nostra amica (vero), che Pat lavora in Cina (vero una settimana ogni 6 mesi tipo) e ripartirà il giorno dopo (falsissimo), ma nulla. Il secondo buttafuori, di supporto, è visibilmente dispiaciuto per noi, si scusa, è un bonaccione. Ma no, con gli shorts proprio no! Avesse avuto un paio di pantaloni lunghi....
Beh, ce ne andiamo tristi e mesti alla ricerca di un posto meno fighetto, quando ecco che balena l'idea nelle nostre teste! Ci guardiamo, io indosso un top che è una bomba e i jeans, Erin sfoggia un vestitino azzurro e Pat, l'abbiamo capito, pantaloncini e camicia. Ci riguardiamo, ok, è fattibile!!!
Tra le risate da ammazzarci, in pochi minuti il gioco è fatto: ora io indosso un carinissimo vestito azzurro, Erin indossa un top che è una bomba e un paio di shorts che possono sembrare da uomo ad una prima occhiata, ma col tacco e belli tirati su a giro passera, ci se ne accorge? e Pat, un bell'uomo con la sua bella camicia e i jeans lunghi!
Trattenendoci a stento dalle risate, camminiamo con nonchalance verso il locale. Il buttafuori bonaccione, appena ci vede da lontano, sgrana gli occhi. Dopo un momento di shock, i buttafuori cominciano a ridere. Non possono non farci entrare, ora! Sono stupefatti, ci squadrano per un paio di minuti e alla fine si complimentano per l'atto geniale.
Capito? Alla fine, non solo siamo entrati nel locale con un atto da film, ma pure siamo diventati gli idoli dei buttafuori, che mai avevano visto qualcosa del genere!!
Figata!!

Kiddy pool

Cosa potrebbe succedere se ad una festa a metà giugno sul terrazzo di Erin spunta una kiddy pool?

Beh, se ci fossero stati 90° (fahrenheit) dei giorni precedenti, non sarebbe stato difficile convincere la gente a pucciarsi.

E invece no!!!

Sfiga vuole che ci fosse un bel venticello gelido che ha tenuto tutti lontani dalla piscinetta, finchè un gruppo sparuto di 5 pazzi non ha deciso di inaugurarla (oramai era lì, con la sua bella acqua di fonte, vuoi non fare un puccino??).

Chiaramente io ci sono finita a pesce.

Congestione sfiorata ma tutto è bene quel che finisce bene, dicono i saggi. Sarà?

martedì 10 giugno 2008

coming on the roof?



Sentirete parlare del terrazzo di Erin (foto sopra) in questa calda calda estate di Boston.
20mo piano in Mission Hill, vista di tutta Boston, la padrona di casa che elargisce senza controllo birra, chiacchiere e risate, buona musica.
Non c'è nulla di meglio che ricevere un messaggio, appena atterrata a Boston, che dice "coming on the roof??"

lunedì 9 giugno 2008

Sono Viva!!

ok..ok...
mi sono lasciata prendere dalla pigrizia.
E' che un giorno dici "si, vabbè, ma 'sta cosa a chi frega?"; l'altro dici "ora ho mille cose da fare, lo faccio domani"; alla fine concludi "sì, ma 'sto blog tanto non lo leggerà nessuno" e scrivere le mie memorie solo per me stessa non mi dava abbastanza stimolo.
Poi torno a casa e mi dicono "Ale, ma dove cazzo sei finita?? Non scrivi più??", non una, non due, ma tante persone.

Sono meravigliata. E contenta.
Perciò eccomi qui di nuovo a raccontarvi le mie giornate.
The show must go on!

lunedì 5 maggio 2008

Quotidianità

Sento una gran differenza tra la mia "prima volta" qui a Boston e ora.
La "prima volta" era scoperta, eccitazione, vacanza, stupore. Ora è quotidiano.
Tutte le mie abitudini e le mie sicurezze di Milano e provincia sono stravolte, e cercano di riassestarsi poco a poco sotto una forma diversa.
I luoghi, le persone, gli appuntamenti fissi cominciano a diventare familiari.
Trovo un mio spazio. Cerco di colmare i buchi creati da quello che ho lasciato a casa.

E, sapete una cosa?
Senza neve, Boston è STUPENDA.

lunedì 28 aprile 2008

O Lobinho nunca mente



...Che suona più o meno come "Parola di Lupetto".
E' un cortometraggio, di un ragazzo brasiliano: Ian Samarao Brandao Fernandes.
L'ho visto sabato sera al Mass Art College, l'istituto di arte e design di Boston, dove proiettavano i progetti cinematografici di sei studenti brasiliani. Erano molto carini.

Questo è GENIALE.
Guardatevelo, è sottotitolato.

http://www.youtube.com/watch?v=q-DkcsubBBA

sabato 26 aprile 2008

Fine dell'Era Glaciale






Incredibile a dirsi, ma anche a Boston è sbocciata la primavera!!

E la gente sembra impazzita!
Tutti sul Charles e al Boston Common, il parco principale che sta in centro, a correre, prendere il sole, andare il bicicletta o sui rollerblade. Io appartengo all'ultimo gruppo, di quelli con le rotelle ai piedi.
Sul serio, era bellissimo.
E ci sono anche i bambini che giocano a baseball nel parco!! Come nei film!!!

Pacco!!



Eccomi qui, di nuovo oltreoceano a raccontarvi le mie avventure.

La prima, come ben tutti sapete, è stata arrivare fin qui, sulle linee aeree americane, col mio bel paccone 36X33X32 contenente 2Kg (ufficialmente; ufficiosamente 4Kg) di ghiaccio secco e le mie belle provettine contenenti DNA (ufficialmente; ufficiosamente poltiglia crosslinkata di fegato di topo transgenico...da far rabbrividire anche un cacciatore di cuccioli di foca). In realtà non è stato complicato, tutte le hostess e gli steward sono stati comprensivi, la cosa più buffa era la curiosità della gente: in fila a Linate, in mezzo ai professionisti, tutti mi guardavano il pacco (quello di polistirolo), che portavo con fatica, con lo strano simbolo... "aiuto, che sta portando questa?!?". Un tizio (napoletano, chiaramente) me lo ha chiesto, tutto incuriosito, e la gente intorno aguzzava le orecchie. Prima di salire sul volo, dovevo andare assolutamente al bagno (strano, no?), e ho chiesto ad una signora se potevo abbandonarle lì per qualche minuto le mie cose; lei mi guarda, guarda il pacco, mi riguarda, riguarda il pacco e alla fine accetta solo per gentilezza; tirerà un sospiro di sollievo al mio ritorno.

E poi arrivo neglio states: CUSTOM. Mi indirizzano da un ometto che sembra Poncharello dei Chips. Chiama l'amico (che assolutamente non sembrava quel bell'ometto di Jon), e cominciano a tempestarmi di domande: ma cosa sono... ma perchè sono importanti... ma di che animale... di topo?oh che schifo... ma 'sti topi erano malati.... ma tu lavori al Cancer Institute, 'sti topi avevano il cancro.... ma sono infettivi... etc. Alla fine chiedo: volete che apra la scatola? Loro si guardano. Uno dice "mah, se vuoi aprirla tu...." e l'altro "no, beh, se vuoi aprirla tu..." e il primo "no, mah, beh, pensavo fossi tu che volessi aprirla..." e ancora l'altro "no, senti, per me va bene così""ok, anche per me!". E anche loro, tirando un bel sospiro di sollievo, mi lasciano portare le mie sporche provette sul suolo americano.

La prossima volta che non mi lasciano portare le marmellate brasiliane sull'aereo perchè "liquidi", sapete che vi dico, le metto in una bella scatolona di polistirolo, con un bel cartello "materiale pericolosissimo in ghiaccio secco", così sono certa che non mi fanno storie.

venerdì 21 marzo 2008

Arieccome!!

Domani arrivo a casa...
Ci vediamo di persona, miei cari!!

La ale

lunedì 17 marzo 2008

St. Patty's Day


Parata Di S.Patrizio.
Irlandesi ubriachi a fiotti.

sabato 15 marzo 2008

Regressione


Sto definitivamente tornando all'età della pubertà.
Lo so, lo so che pubblico solo di feste, festini e party, ma qui sono delle bestie, si divertono un macello, non li ferma nessuno, sono dei vulcani..... E io? E IO ME LA GODO DI BRUTTO!!! :D
Festa a casa di Eli (vedi foto, pazzo sulla destra).
All'apice, io e Andrew in doppio cieco contiamo 108 anime, comprese quelle in bilico tra la vita e la morte.
Poco dopo però arrivano LORO... Un gruppone di gente direttamente dalla City, NY, irrompe nella festa... Ed è subito delirio! Qui si conoscono tutti, tutti ti presentano tutti (quindi ti presenti n volte a tutti quanti), si fanno giochi da Animal House, la musica non serve, perchè la gente comincia a suonare usando pentole, contenitori del ghiaccio, il classico mestolo, bottiglie vuote o che lo saranno presto (vedi video). Siamo al terzo piano, non sto scherzando, ad un certo punto avevo paura che crollasse il pavimento di questa vecchia casa Vittoriana, tutti che saltavano.
Conosco una slovacca che vive ad Oslo e parla con un pesantissimo accento Romano, una calabrese che vive a NY e parla con un fortissimo accento british; un trombettista di Boston e un trombatore di Siviglia; un gay convertito che mi voleva mettere la lingua in bocca e un'etero convertita che voleva fare altrettanto. Tutto vero.
E' l'America, baby!

Surprise...!Eli's Fabulous Party

giovedì 13 marzo 2008

Rat-man

Jen fa la faccia sconvolta quando le dico che noi, in laboratorio a Milano, sacrifichiamo ancora i topi per "dislocazione cervicale", che suona più o meno come rompere l'osso del collo ai topi. Vero, non è magari il metodo più signorile, di certo non è esteticamente apprezzabile, ma è probabilmente uno dei più rapidi e con meno sofferenza quando hai il buon cuore di addormentare prima la piccola vittima. Qui è ILLEGALE, mi dicono. Li buttano nella camera a CO2 tutti belli svegli, non è che proprio sia una dolce morte per loro. Non ti sporchi le mani.


E' ILLEGALE....

Strano, strano, che sia illegale uccidere per dislocazione cavie per la ricerca scientifica, e siano ancora opzioni legali e contemplate in alcuni stati l'impiccagione (Washington e New Hampshire) e la fucilazione (Idaho e Oklahoma) come metodi per la pena di morte.

Magari li anestetizzassero prima...

domenica 9 marzo 2008

Il mostro del WC


Cronaca in diretta: Alessia & April sono impegnate nella dura lotta contro il mostro del bagno! Tutto ha inizio stamattina, appena sveglie; stavamo parlando degli strani rumori che da un paio di giorni provengono dallo scarico del nostro bagno, soprattutto quando i nostri vicini del piano di sopra tirano l'acqua. Beh, la conversazione avveniva chiaramente durante la colazione, si parla sempre di merda durante i pasti. Anyway, April decide di andare in palestra, e io non vedo l'ora di godermi una delle prime meravigliose giornate di sole qui. Mi lavo, mi vesto, mi trucco un pochetto, sono pronta per uscire. Giusto un'ultima scappata in bagno, è ormai famosa la mia pisciatina preventiva, tiro l'acqua, vado a lavarmi le mani e nel frattempo...... Oh-my-God!! La tazza del water sembra possedere un'anima, ed è pure indemoniata! (quello che segue è adatto solo ad un pubblico adulto, dotato di stomaco forte - Parental Advisory- ) Beh, lo scarico comincia a vomitare fuori uno schifo indicibile, e quello che è peggio è che...non era roba mia!! Il livello sale, sale, sale a livelli pericolosi...AAAAArgh! The Toilet Monster is OUT!! Addio scampagnata per Boston, infilo i guanti di lattice protettivi e affronto coraggiosamente il mostro. Step numero 1: blocco la fuoriuscita d'acqua con un ingegnoso meccanismo costruito con lo scopettone e un paio di elastici per capelli. Step numero 2: srotolo 10 piani di morbidezza Scottex per terra cercando di evitare che lo schifo prenda il sopravvento. Step numero 3: esco alla ricerca del primo MacDonalds nei paraggi: ho bevuto una litrata di succo alla mela per colazione, devo andare di nuovo al bagno!!

Bene, il mostro è ancora lì.

Il padrone di casa non risponde al telefono.

Il plummer di domenica chiede 200$ per l'uscita.

April è andata a dormire da un amico.

Amici, ho paura, sono a casa ancora da sola col mostro.

E, quel che è peggio, fino a domani mattina quando arrivo al lavoro non posso andare al bagno!! Sopravvivero?

giovedì 6 marzo 2008

Too swanky

Questo link è soprattutto per il Beppe, che invidiava tanto la festa "american college" postata la settimana scorsa... Beh, vai a vederti le foto di ieri sera
http://www.nickydigital.com/index.php?/gallery/album/C750/

ci sono anch'io

Troppo alla moda

domenica 2 marzo 2008

April


La mia roommate e insegnante di inglese.

Mysa Vatten

Mysa Vatten è il mio nuovo piumone. Oggi con April che giudava come una matta la sua Nissan siamo andate nel non-luogo per eccellenza: IKEA (detto aichìa, da queste parti). Magico. E' tutto come a Milano. O come a Tokio. O negli Emirati Arabi. Ovunque c'è Ikea con quella sua bella cameretta tutta pulita e in ordine in prima pagina.
Ora la mia camera ha un aspetto umano, forse un po' non-luogo ancora, ma mi sento un po' meno vagabonda dopo aver abbandonato il sacco a pelo e svuotato le valigie. Ho appeso il poster. Ho pulito il temosifone che c'erano i cadaveri dentro. Ho fatto la lavatrice. Comincio ad accorgermi di non essere in vacanza.

Providence

Le vedete quelle lì? Quelle con le cosce al vento e la canotta, mentre sta nevicando di brutto e si va pesantemente sotto lo zero?!? Che toste, le americane! E pensare che si saranno fatte, (s)vestite in quel modo, venti minuti di coda per poi essere rimbalzate, come noi, all'entrata del locale perchè troppo pieno

Orientation Day


Il primo giorno di laboratorio l'ho passato all'Orientation Day, dove una mandria di zie e fratelli simil-amichevoli dovrebbe farti sentire importante in quanto nuovo membro della comunità del Dana Farber... Un'americanata che non avete idea! Beh, a parte la golosa colazione a base di donuts offerta mentre ti fanno la foto di rito, che non si rifiuta mai per cortesia, mi hanno piazzato in mano un malloppo di 130 pagine che ti spiega tutto (anche come prendere l'ascensore, mica sto scherzando). Poi si va all'Auditorium. Attacca a parlare una ragazza tutta melassa e sorrisini, che dopo averci accolto, ci lascia 5 minuti...per conoscerci, noi, nuovi arrivati! Panico generale. Siamo una quindicina di persone in un Auditorium; secondo le leggi fisico-sociali, queste persone si dispongono alla massima distanza possibile l'una dall'altra (vedi anche "Legge dell'ascensore"); vale a dire che tra me e il mio vicino più vicino ci sono almeno una decina di poltroncine; e se il tuo vicino più vicino è un cinese incazzoso, beh, risulta un po' difficile scambiarsi un segno di pace.
Subito dopo è partito un video il cui slogan principale era "Tutti sono importanti al Dana Farber", e mostrava il venezuelano che riparava i termosifoni, che diceva "Da quando lavoro al Dana Farber, non mi è più di peso alzarmi alla mattina per andare al lavoro"; poi la receptionista che diceva "is the BEST work in the WORLD", poi l'infermiera "is AMAZING"; poi il ricercatore "is WONDERFUL" e così via. Molto americano.
Ora sono una di loro.
Il mio lavoro? The best job in the world!

martedì 26 febbraio 2008

Tall Girl

Volevo condividere con voi la mia gioia di quando, passeggiando in un viale di negozi, ho visto questo:

http://www.tallgirlshop.com/us/

Mi sento compresa, mi sembra un paradiso!! Niente maglietta-taglia-unica che mi arriva sotto l'ascella.... Niente pantalone VaBeneInVitaMaMiStaCorto... Niente giacche con maniche a 3/4!

Per la Vale, se è in ascolto: credo che in questo posto abbiano molto a cuore i problemi quotidiani di chi è "fuori standard", qualcuno che mi aiuta a cercare il gene per l'altezza lo trovo! O al massimo apriamo un negozio "dwarf girl, whole lair", e diciamo addio all'orlo per sempre!!

Casa dolce casa


Trovata!!
In realtà non è stato difficile. Pensare che ho passato settimane e settimane, da Milano, a scrivere email, scartabellare il sito degli annunci, cercare contatti, e poi... poi arrivo qui, leggo un post, mi piace da matti e bam! sono dentro casa. Una casa carinissima. Quanto lavoro sprecato... Sto in casa con una ragazza che mi è subito piaciuta da matti, è in gamba, e parla italiano!! mi fa da traduttrice ufficiale!

Ogni tanto mi capita di pensare di avere veramente un culo sfacciato. Alcune volte, bando alla modestia, mi rendo conto che le cose mi vanno dritte perchè mi sono impegnata per farle andare così; eh, ma altre, senza il culo non si va da nessuna parte!! Guarda il Beppe che decide di andare a Cuba, e, pam!! il Castro comandante en jefe mi decide di lasciare il potere... e io ci sono stata l'anno prima dicendo "qui con 'sto Castro vecchiotto, non si sa mai....". Ho paura di quando la fortuna mi girerà le spalle. Lì son mazzate. Son mica abituata, io!

sabato 23 febbraio 2008

Tutte le strade portano a Napoli



NORTH END, quartiere italiano di Boston

Thunderdome!

Ieri sera mi hanno portato in un postaccio!! La serata "Thunderdome" sembra una festa del liceo: ragazzette e ragazzetti allupati (entrambi) un po' fatti che si scatenano a ritmo (??) della peggio musica Techno... yeah!! Tra l'altro, in un posto chiamato "Greek American Political Club", un ex circolo culturale greco dove tutt'ora fanno una serata a settimana di balli tradizionali greci. I miei nuovi amici sembrano in gamba, nella foto idiota vedete per intero Emrah, un ragazzo turco di Ankara, e per metà Jaz, una forza della natura dall'India (...L'ho detto che il Bala ha sbagliato posto...!)

Neve

Ieri mattina, sveglia presto: dovevo essere al Dana Farber abbastanza presto per fami iniettare le proteine del bacillo della tubercolosi in un braccio e farmi prendere il sangue dall'altro... Questi maledetti americani succhiasangue! Bene, appena sveglia, guardo furi dalla finestra: il tempo non pare il massimo, ma qualche nuvola non mi spaventa; il tempo di una doccia, torno, guardo fuori dalla finestra: è tutto bianco e sta nevicando da paura!!
E così ha fatto, tra vento e fiocchi che manco il giorno di Natale da noi (..e poi, di quella bella farinosa che appiccica!!) per TUTTO il giorno.

Nonostante la situazione a me paia abbastanza catastrofica, sembra la normalità per tutti gli altri: c'è gente che fa jogging, gente che fa shopping, c'era una vecchia pazza che sotto la tormenta e con -3 gradi..si stava mangiando un gelato!!

Insomma, con questo tempo inclemente mi sono dovuta imbarcare sulla T (che è la pseudo-metropolitana di Boston), fino ad un posto sperdutissimo, per andare a vedere un appartamento. Già mi chiama questo tizio, e io al telefono non capisco nulla, e chiaramente penso di essere io in difetto, visto che la lingua non la mastico ancora del tutto... Poi arrivo a destinazione, 800 metri in salita nella tormenta con la gente che spazzava l'entrata delle casette tutte allineate come nei film... Mi apre... Era un tizio asiatico, non so di dove, ed effettivamente non si capiva una mazza quando parlava, che viveva con un muratore di colore e la sua ragazza (drogata) francese, e mi accolgono maneggiando un coltello in una mano e delle fette di salmone nell'altra. Mi mostrano la stanza... una-to-pa-ia-schi-fo-sa, praticamente un loculo non mi ricordo nemmeno se aveva la finestra, che io sdraiata nel lato corto non ci stavo! Fingo interesse. Preso bene, mi mostra anche il mio "closet", lo sgabuzzino dello sgabuzzino, immaginatevelo... Scherzo un po', faccio la simpatica, sono esaltati dal fatto che sono italiana, già mi vedono a sfornare lasagne e far saltare maccheroni (non lo sto dicendo per dire! L'hanno detto sul serio!)

Triste e mesta me ne torno in ostello... Troverò mai casa???

giovedì 21 febbraio 2008

Terminal 4



Bad weather in London!?!


Bene, il giorno 20, tanto atteso, è alla fine arrivato.

La sveglia suona alle 5, ho dormito solo un paio d'ore. Martedì sera, tra saluti e mica saluti, baci e mica baci, si è fatto molto tardi... "Machemmefrega!" (penso) "tanto domani passerò le mie belle 2+7 ore in aereo, e me la dormo di brutto!". Sarà, ma appena alzati io e Ivan stentavamo a riconoscerci; non vi lascio nemmeno immaginare la fatica di portare per i QUATTROPIANISENZAASCENSORE quei due bei valigioni da 23kg l'uno (pre-ci-si! Tutto un gioco di calcolo dei pesi specifici...un lavoro da ingegnere insomma), senza calcolare l'ingombro del poster regalatomi (non ci stava nei valigiozzi, mica potevo lasciarlo qui (lì)!)

E' pazzesco quanta gente c'è in giro per Milano alle 5.30 della mattina.

E' pazzesco quanti uomini in giacca e cravatta ci sono a Linate alle 6 di mattina!

Alla fila del metal detector ero l'unica senza una 24ore e con i jeans. Ivan non poteva perdermi d'occhio.

Bene, entro ai gate. Il mio volo è alle 7.50, arrivo previsto a Londra ore 9.00 (ora locale), ho solo 1h e 25 preziosissimi minuti per: passare il controllo passaporti, ritirare i miei due valigiozzi (no, non me li potevano spedire direttamente perchè il sistema di smistamento bagagliozzi a Heathtrow si è fottuto), farmi 2 km sui tapis roulant del Terminal1, prendere un treno (sempre armata dei miei 46kg di fardello), rispedire il fardello, tapis roulants nel Terminal 4 e preghiere solenni alla hostess di farmi salire.

E invece no!

AVREI AVUTO 1h e 25 minuti, SE NON FOSSE CHE l'aereo a Linate era ancora bello bello spento e sdraiato al suo posto alle ore 9.30. Motivo? Dicono "Maltempo a Londra", che uno si pensa un uragano tropicale, aerei sbatacchiati per aria, una bora a 220 km/orari, grandine come arance... E invece no! Arrivi a Londra e che tempo c'è? Nuvoloso, qualche gocciolina e un filo di nebbia... Ma voi avete sperimentato mai altre situazioni climatiche a Londra?? Voglio dire, gli aerei si fermano se a Londra c'è nuvoloso con qualche goccia di pioggia?! Ma dai!


Oggi ho scoperto che la gente di qui evita quell'aeroporto peggio della peste.... Sarebbe noioso dirvi tutto quello che è successo dopo, sappiate solo che dopo file interminabili, casino mortale, ascensori che non funzionavano, ritardi su ritardi su ritardi, alla fine alle ore 18.00 prendo il mio fantastico aereo.

Tra l'altro, pieno di indiani!! Ma pieno! Erano il 60-70 % di tutti i passeggeri... Qui a Boston ce ne sono un sacco, diteglielo al Balaji che ha sbagliato meta! Tutti indiani tranne un asciugone mortale che, guarda caso, era il mio vicino di sedile.
Beh, alla fine sono arrivata, e anche i miei bagagli!! Una felicità incontenibile quando li ho visti, lì, ad aspettarmi sul nastro trasportatore. Venite da mammà....
E poi sono finita nell'ostello-casa di riposo, e sono uscita, e oggi sono andata al lab....
ma sono troppo stanca per raccontare tutto, vi scriverò presto!

martedì 19 febbraio 2008

giovedì 3 gennaio 2008

8 gradi...Fahrenheit



Il mio continuo monitoraggio delle temperature stile colonnello dell'aeronautica prosegue. Oggi Boston tocca i -14°C, è proprio il caso di dire "..cool!!!...".
Un minimo raffreddore senza assicurazione sanitaria negli Stati Uniti potrebbe costarmi un polmone direttamente. Conviene valutare l'offerta.